Tra castelli e biblioteche: benvenuti in Transilvania

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Se pronunciassi la parola Transilvania indistintamente, in ognuno di voi, scatterebbe nella testa l’allarme Dracula. Ebbene, se il Conte vampiro più celebre della letteratura è rimasto impresso nell’immaginario mondiale fino ai giorni nostri non è certo solo merito del suo innegabile fascino. Passionale, influente, abile raggiratore, ammaliatore e falsamente cortese, Dracula ha avuto successo, con le donne e i lettori, anche e soprattutto per l’abilità del suo creatore, Bram Stoker, nel descrivere l’ambiente e l’atmosfera in cui il Conte si muoveva. Tra fame di sangue e amore perduto, Dracula vive in un contesto che sembra fantastico e irreale ma che, invece, rappresenta per buona misura quello che era il territorio dell’Europa dell’est di qualche secolo fa. Castelli arroccati, folte foreste, montagne impervie e rigidi climi fanno della Transilvania lo scenario perfetto per il più celebre e apprezzato romanzo gotico del XIX secolo. Ma se volessimo andare oggi a visitare quei luoghi cosa troveremmo? Be’, forse non riusciremmo a incontrare il Conte Vlad, ma certamente ci troveremmo dinanzi a un vero e proprio spettacolo della natura, con paesaggi e vedute che mostrano come ambiente e uomini siano riusciti a creare dei veri e propri capolavori da cartolina.

Cosa

Il termine Transilvania, di etimologia latina, significa letteralmente “oltre la foresta” (trans “oltre”, silva “foresta”), ovvero quella dei Monti Apuseni, una catena particolarmente ricca di boschi che separa la grande pianura ungherese dall’Altopiano Transilvanico. Geograficamente parlando, ci troviamo nel territorio centro-occidentale dell’odierna Romania. Il nome storico, particolarmente adatto, pare, se si volesse scrivere un romanzo gotico, si ritrova in un documento del 1075, nel quale fu usato il termine ultra silvam, cioè appunto “oltre la foresta”, per identificare quest’area. Sempre restando sulla storia del termine, il nome Partes Transsylvanæ, “zone oltre la foresta”, risale anch’esso all’XI secolo (nella Legenda Sancti Gerhardi) per poi diventare l’espressione ufficiale nei documenti in latino del Regno d’Ungheria.


Quando

Chiudendo il libro di linguistica e aprendo quello di storia, si scopre che la regione della Transilvania possiede un passato ricchissimo, essendo stata territorio fortemente conquistato e passato di mano in mano ai vari imperi sin dal V secolo a.C.

I primi furono i Daci che raggiunsero la massima espressione del loro potere sotto il re Burebista, più o meno nello stesso periodo in cui noi abitanti dello Stivale ci godevamo le conquiste di Giulio Cesare… a ognuno il suo! Dopo Attila molti furono i popoli che si contesero il territorio della Transilvania: Alani, Longobardi, Rukhs-As, vari capi di stato del primo impero bulgaro, tra cui i Valacchi e i Bulgari veri e propri, fino a quando, nell’anno 1000, Vajk giura fedeltà al Papa, aderisce alla fede Cristiana e istituisce il Regno d’Ungheria. Ancora, si combatterono battaglie contro i Sassoni, i Siculi, i Magiari, gli Ottomani, e chi più ne ha più ne metta, tanto che, come parte del Regno o come semplice Principato di Transilvania, quel piccolo territorio vicino ai Carpazi partecipò in prima linea o come retroguardia a tutti i maggiori eventi storici che coinvolsero i territori dell’Europa orientale. Di solito, comunque, l’attenzione degli autori di testi storici tende ad estromettere la Transilvania preferendo concentrarsi su Moldavia e Valacchia. Queste ultime, tra l’altro, sono di ben tre secoli più giovani dello Stato transilvano ma la scelta da parte degli storici romeni di cancellare, o quantomeno silenziare, il passato della Transilvania si deve forse al fatto che, nonostante molti principi romeni abbiano governato quei territori, la terra di Dracula è sempre appartenuta allo Stato ungherese.

Dove e Perché

A noi, però, che siamo più interessate a visitarla e scoprirne le bellezze, molto più di quanto potremmo esserlo nel cercare di porre fine a lotte intestine che forse nemmeno si sta di star combattendo, vogliamo chiudere il sussidiario e farvi conoscere la vera Transilvania, quella dei castelli, delle valli, delle foreste e delle biblioteche.


Tanto per cominciare, non possiamo non parlare dei monti Carpazi, il sistema montuoso più esteso dell’Europa e adorato dagli sportivi per quelle che sono diventate due mete obbligate: il lago Bucura e il picco Caraiman. Il primo è un lago glaciale circolare, il più grande del Paese, a circa 2km dal livello del mare; il secondo è una cima alta quasi 2400m. Proprio in queste zone sorge il borgo Sinaia, celebre per i castelli di Peles e Pelisor, entrambi risalenti al XIX secolo. A Peles, inoltre, troviamo la prima biblioteca del nostro viaggio, quella Reale, oltre al museo nel quale è esposta una delle collezioni di dipinti più importanti d’Europa.

A poca distanza, però, c’è Bran, a pochi chilometri da Brasov, ed è esattamente qui che ha sede il castello più visitato della Romania, e forse dell’intera area dei Balcani: quello di Dracula. Nato come posto di guardia sotto ordine di Ludovico D’Angiò nel Trecento, si dovettero aspettare ben cinque secoli affinché raggiungesse la fama sperata, ovvero quando Stoker lo scelse come ispirazione per l’ambientazione del suo capolavoro. Arroccato in una stretta gola, avvolto da mistero oltre dal pericolo di cadere nel burrone lì accanto, è decorato con caratteri gotici dell’architettura dell’epoca. E se l’esterno non è abbastanza inquietante, è possibile visitare i suoi interni ricchi di passaggi segreti, labirinti e lunghe scalinate, tutti ingredienti tipici dell’immaginario collettivo riguardante il tema gothic horror.

Di stampo meno inquietante, invece, sono la fortezza di Rasnov – risalente all’invasione mongola del XIII secolo e costruita dai cavalieri teutonici come difesa, in cui è anche presente un museo di arte medievale – e l’antica cattedrale di Sant’Antonio e il Palazzo del Parlamento, il secondo edificio più grande al mondo dopo il Pentagono, entrambi con sede nella capitale Bucarest.

Per gli amanti della cultura oltre che delle arrampicate su roccia, vi segnaliamo l’antica biblioteca Teleki-Bolyai, o Biblioteca Telekiana. Storica biblioteca pubblica e comprendente l’attuale museo Târgu-Mureş, possiede una delle più ricche collezioni di artefatti culturali della Transilvania. La fondazione si dovette al conte ungherese Sámuel Teleki (una marea di Conti in Romania!) nel 1802, ovvero il periodo in cui la Transilvania faceva parte della monarchia asburgica. Tra le prime istituzioni del suo genere nel Regno d’Ungheria, la Biblioteca Telekiana ospita oltre 200mila volumi, per la gran parte rari e che danno vita ad una collezione di libri suddivisa in diverse biblioteche più piccole, tra pubbliche e private oltre che diversi volumi recuperati da scuole e conventi francescani.

Se volete conoscere la storia della Transilvania, andare oltre lo sguardo vampiresco e le descrizioni contenute nel romanzo di Stoker, allora vi conviene andare a fare un giro di persona in quelle valli, riscoprendo la magia dell’incontro tra uomo e natura e la suggestione tipica di quei luoghi di cui, spesso, abbiamo solo letto nei libri. Ma portatevi una sciarpa, tende a fare piuttosto freddo da quelle parti!

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