Web e social Halloween version: ottobre, regna il brivido

#trentapaginegothicedition

Con questo articolo oggi omaggiamo la nostalgia, i nostri colleghi e il mese di ottobre.

Non siamo qui (solo) per darvi suggerimenti ma tentiamo di darvi emozioni come possiamo, cercando di connettervi a noi tramite le nostre esperienze, ricordi e sogni nel cassetto che cerchiamo sempre di mantenere pulito, estirpando le ragnatele date dalle giornate che spesso ci sembrano inconcludenti.

Quando ci affacciammo nel mondo del web, alla fine degli anni Novanta, avevamo due età diverse: cinque anni di differenza del resto non sono assolutamente pochi. Se ci guardiamo dall'esterno, vediamo un'Alessandra in seconda media alle prese con un vecchissimo pc e con una madre urlante perché connettersi a Internet costava carissimo mentre Rebecca era in seconda elementare giocava con le bambole ("che brutta la vecchiaia", diciamo entrambe). E quindi è facile capire come l'evoluzione a livello grafico e contenutistico sia cambiata non solo in modo intrinseco ma sia stata percepita in modo assolutamente diverso da tutte e due. A cavallo tra il vecchio e nuovo secolo chi aveva voglia di splatter andava su rotten.com e si gustava foto di cadaveri, sfracellamenti, tutto ciò che di più macabro poteva trovare in giro. Chi aveva voglia di provare il brivido di scoprire l'alito della mietitrice sul proprio collo andava su quel sito dove poteva essere calcolato il giorno della propria morte (siamo troppo lontani per ricordarne il nome), dove all'accoglienza metteva già di buon umore una spixellatissima pietra tombale. Alla faccia del film Countdown, dove troviamo la sua evoluzione in formato app.

Nel corso di vent'anni, con la semplificazione della vita degli internauti, avvenuta tramite linee sempre più veloci, contratti sempre più vantaggiosi (con gestori che fanno a botte in borsa e ai botteghini dei centri commerciali), possibilità di essere sempre visti e ascoltati tramite piccole grandi somme a seconda dei desideri e delle tasche, siamo cresciuti vedendo quegli squadrettatissimi pipistrelli, castelli e cappelli da streghe con loop di musica fatta di sei secondi di miseri bitterelli, divenire sempre più reali, interattivi, contenutisticamente precisi e ricchi.

Il web non parla solo di spettacolo, è divenuto spettacolo lui stesso. Con le sue piattaforme che offrono sempre di più, sempre di più. Si è perso un po' il gusto del politicamente scorretto e del macabro esplicito ed è stato sostituito da volti che ce lo narrano in streaming, nei post dei social, nei poadcast a tema, adesso molto più che nel cinema e nelle forme più classiche (o addirittura desuete) di intrattenimento. Anche la paura si è mercificata. Si potrebbe dire: ma è dal 1886 che succede! E invece, no.

Sarebbe più corretto dire che è stata sdoganata: del resto, noi di trentapagine non siamo altro che un puntino nel web e il nostro blog non è altro che una vetrina per i nostri servizi, che contano l'editing e il ghostwriting principalmente. E, come a Natale ci si tinge di lucine, cappelli del Babbo, neve e bianco-rosso, anche noi ad Halloween ci tingiamo di zucche, icone horror e cappelli da streghe. Come migliaia di nostri colleghi, cerchiamo di non ritornare a quegli squadrettatissimi pipistrelli ma di far vedere che siamo andati avanti e, in questo senso, cerchiamo di proporre, nonostante la ridondanza degli argomenti (che, vuoi o non vuoi, sono spesso citazioni di citazioni e copie di copie), una visione sempre fresca della letteratura, anche se nell'inflazionatissimo periodo di Halloween ci assomigliamo tutti.

Questo articolo non ha mai avuto l'intenzione di sponsorizzare ma di invogliarvi a soffermarvi ogni qualvolta troviate un blog che vi riporti indietro a quel periodo in cui il web costava caro, unendo la vostra nostalgia alla voglia di letteratura horror. Vi invitiamo così a leggerci e a leggere i nostri colleghi e godervi il brivido con noi.

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