• Alessandra Libertini

William Faulkner, padre della letteratura americana

Aggiornato il: gen 17


Se la letteratura americana fosse un monte Olimpo, il nome di Faulkner risulterebbe tra quelli collocati più in alto, tra i più imponenti. Chi ha avuto la fortuna di leggerlo, non solo per scopi accademici, sa esattamente che non è un tipo di lettura frivola. Del resto, anche la storia dell'autore riconduce a tutto meno che alla leggerezza: Faulkner è stato talmente tante cose che non può che definirsi, come citato nel titolo, "il padre della letteratura americana". Poeta, sceneggiatore, scrittore di romanzi, drammaturgo, ha operato in qualsiasi campo possibile della scrittura negli anni dove la scrittura "seria" imperava, dove illustri colleghi come V. Woolf e J. Joyce rendevano pregna di intimismo l'arte dello scrivere. E date le condizioni di vita, la quale non lo vide mai arrivare a un pieno successo se non in un giro molto ristretto di colleghi, in cui dovette patire l'emarginazione per questioni legate all'impatto delle sue tematiche sul pubblico, non poteva che riversare, appunto, tutta la sua introspezione nella sua scrittura. Contributo così significativo che gli valse, nel 1949, il premio Nobel per la letteratura,


“per il suo contributo forte e artisticamente unico al romanzo americano contemporaneo”.


Conosciuto per caso, acquistando alla cieca L'urlo e il furore (andato perso con tutte le mie note al margine e poi riacquistato per la straordinaria bellezza) e La paga del soldato (acquistato in un mercatino, datato agosto 1987, in cui era presente anche un ricco assegno di 100 lire targato 1977), Faulkner non ha meritato altro, negli anni, che un posto al sole nel mio personale Olimpo letterario e nella mia libreria. La famiglia Compson ancora è presente nelle mie memorie inserita tra i personaggi più significativi che conosco. Per nulla delicato, ermetico e ricco di violenza di ogni tipo, il sottolineare l'abuso nelle sue varie forme, anche in quel che concerne la politica, è ciò che mi fa amare moltissimo Faulkner. Del resto, la vita reale non è romanzata, figuriamoci negli anni che hanno compreso la Grande Depressione cosa doveva essere. Una visione della quotidianità brutale e sincera, di una personale visione politica controversa per quegli anni, una vita privata da ricostruire , un amore tormentato con Estelle, che lo tradisce ma lo sostiene come nessuno al mondo, una madre oppressiva e lo spettro della guerra e una facciata da blue american in tutta la sua struggente ipocrisia danno all'autore la forza di affrontare innumerevoli rifiuti delle sue opere, senza arrendersi, anzi, sono il motore di propulsione della sua stessa ispirazione, la risposta ad una pagina bianca al quale solo i motivati sopravvivono. Senza soldi, alcolista (problema che gli costerà la vita) e carico di delusione per i libri invenduti più volte nel corso della sua esistenza, Faulkner ha il coraggio di produrre senza sosta; così, il suo patrimonio conta un centinaio di opere tra romanzi, racconti, sceneggiature per il teatro e per Hollywood (con il quale avrà un sodalizio più che ventennale). Le opere non inerenti allo spettacolo sono spesso minimaliste, legate a un flusso di coscienza totalmente libero, tipico della letteratura degli anni Trenta ma reso personale dal suo stile inconfondibile, schietto, potremmo dire brutale, ma allo stesso tempo ermetico, "corto di metro" e, alle volte, incomprensibile (per sua stessa dichiarazione, "anche per se stesso"). Le descrizioni sono coincise e precise come in una scultura di Rodin, atte a dare una forma definita al concetto, ma allo stesso tempo per nulla lisce.

La sua fama è dovuta a tutte le caratteristiche citate: fantasmi personali e americani, una sorta di collegamento con la mitologia, potremmo quasi dire con un'umanità caduta dal cielo, ibrida, descritta con i toni dell'epica, della tragedia, con richiami continui a un ciclo della vita che, dalla nascita, passa per l'intensità del vissuto (soprattutto in negativo) ma porta sempre, dopo la morte (o, forse, potremmo dire caduta), a rinnovarsi ancora, in una sorta di perenne immortalità, di ciclo eterno.

Se siete amanti dell'intenso, Faulkner non può mancare tra i vostri tesori.

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